Edizione italiana
Our Digital Rights to the City is now available in Italian, translated by Valentina Bazzarin and Federico Piovesan. The translation was supported Openpolis.
Quella digitale non è più - se mai lo è stata - una dimensione aggiuntiva, separata o virtuale della vita: è parte del quotidiano di ognuno di noi e del modo in cui viviamo insieme agli altri la città. I dati - quelli che produciamo con i nostri smartphone e quelli amministrativi - rappresentano la posta in gioco per il controllo delle trasformazioni che attraversano la società e le città in particolare. Di conseguenza garantire l’accesso ai dati e le competenze necessarie per utilizzarli sono diventate condizioni determinanti per poter prendere parte alle trasformazioni in atto, invece di limitarci a subirle.
Abbiamo voluto facilitare la diffusione in Italia di questa piccola raccolta di scritti perché offre degli spunti di analisi critica di queste trasformazioni utilizzando lo stile agile e provocatorio del pamphlet con la chiara intenzione di rivolgersi a un pubblico più ampio di quello tipico dei ricercatori. Il senso è quello di una chiamata, un appello per aprire dibattiti e nuove pratiche sociali nelle nostre città.
“…il diritto di cambiare noi stessi cambiando la città” — David Harvey

